venerdì 30 settembre 2011

Il mercante di libri maledetti

Inizio: 25 settembre 2011
Fine: 29 settembre 2011

Consiglio a chi è appassionato di ambienti medievali, come me, di leggere questo libro. Lo troverete non solo avvincente ma splendidamente ambientato. Il mercante di reliquie sacre Ignazio de Toledo torna nel convento di monaci dove anni prima ha nascosto un grande tesoro. Ma dopo 15 anni le cose sono cambiate, l'abate che lo aveva accolto, Maynulfo da Silvacandida, è venuto a mancare e quello nuovo, Raineiro non è così ospitale. Ignazio riparte così come è arrivato, con il fido compagno Willalme e un nuovo compagno, il curioso Uberto, un trovatello cresciuto nel convento. I tre sono diretti a Venezia dove devono incontrare un uomo molto influente, Enrico Scalò. Ma nell'ombra agisce la Saint-Vehme, tribunale un tempo onesto e retto ora corrotto e interessato al potere. Ignazio crede che il suo amico di viaggi di un tempo, Vivien de Narbonne, sia morto a causa di questa setta che lo ha braccato fino ad ucciderlo. Dietro questa morte c'è un libro, l'Uter Ventorum, capace di evocare un Angelo custode di segreti incommensurabili per il genere umano. Il conte Scalò commissiona a Ignazio il recupero del libro, rivelandogli però che Vivien non è morto ed è proprio lui ad aver creato un indovinello che conduca Ignazio a ricomporre il libro e a rivedere l'amico. Parte così un avventuroso e rocambolesco viaggio attraverso la Francia e la Spagna per raccogliere le 4 parti del libro disseminate da Vivien. Dietro i tre protagonisti si muovono figuri loschi, appartenenti alla Saint-Vehme come Slawnic e Scipius Lazarus, uomo dal volto sfregiato che contende al conte Dodiko il posto di Dominus, capo setta della Saint Vehme. Ogni personaggio ha una storia e lo stesso Ignazio ne nasconde una piuttosto interessante... Non voglio dilungarmi oltre per non correre il rischio di rovinare questa bella lettura, acquistata in formato e-book a pochissimi euro sul sito di IBS. Voleva essere il mio primo e-book sul nuovo Trekstor e sono stata piacevolmente sorpresa dalla bellissima narrazione di questo autore, del quale non avevo ancora letto nulla. Leggetelo!

giovedì 29 settembre 2011

Acqua in bocca

Inizio: 28 settembre 2011
Fine 29 settembre 2011

Bello! Devo dire che questo libricino di poco più di 30 pagine è stato davvero una gran bella scoperta! Chiriamoci, non fatevi ingannare dai nomi illustri che vi hanno contribuito, ha veramente pochissimo del giallo/noir, ma quello che conta di più è come lo hanno scritto, non cosa hanno scritto. Questi due scrittori hanno dato il via ad una corrispondenza epistolare tra i loro personaggi, Grazia Negro e Salvo Montalbano, coinvolti in un'indagine di omicidio. Un certo Arturo Magnifico è stato trovato morto soffocato con un sacchetto di plastica in testa e una betta splendens (pesce combattente) nella gola. Perchè quest'uomo è morto? Chi l'ha ucciso? Bè.... che ci crediate o no questo è l'aspetto che vi interesserà meno perchè il modo di srivere dei due scrittori è talmente bello che come dire... chi se ne frega del cadavere! Vi giuro che è proprio così: la parte più divertente è vedere come i due personaggi interagiscono tra loro, con differenze di linguaggio e atteggiamenti, con sfaccettature tipiche e non che fanno credere realmente che Grazia e Salvo non siano solo frutto dell'immaginazione di Lucarelli e Camilleri. Il giallo/noir in sè poi non è granchè e si risolve anche in uno strano modo... quasi una non fine; tuttavia il libricino avrebbe perso molto in bellezza se fosse statio più lungo. Ciònonostante sarebbe stato bellissimo vedere questo scambio di lettere proseguire e continuare per mesi...
Vi consiglio di leggerlo, anche se non ve lo riassumo. Davvero ne resterete stupiti!!!

sabato 24 settembre 2011

Lucertola

Inizio:  3 gennaio 2011
Fine: 29 gennaio 2011

Banana Yoshimoto ha un modo tutto suo per descrivere le situazioni quotidiane, le sviscera in un modo quasi maniacale ma mantenendo sempre una freddezza incredibile. Scava nelle emozioni umane mettendo a nudo tutto e considerando ogni lato del cubo. Ma quando si cimenta nella descrizione di stati particolari, che appartengono a tutte le persone nei diversi momenti della vita, quando si interroga su tutti quei momenti di passaggio tra una fase e l'altra, quando analizza ansie, rotture, traumi, Banana Yoshimoto supera davvero se stessa. Lucertola è un libro che racchiude diversi racconti, spezzoni di vita di vari personaggi, anche se è il nome di uno solo di questi a dare il titolo al libro. Non se ne può fare una vera e propria recensione, se no sarebbe come fare un piccolo riassunto di ogni racconto e non mi sembra davvero il caso. Ne risulterebbe un'immagine sbagliata di un libro così profondo e affine ad ognuno di noi. Spesso la Yoshimoto viena tacciata di essere un'autrice noiosa, che tratta solo di cose tristi e di rotture sentimentali. In realtà il più grande pregio di Banana è quello di mostrarci come le persone normali superano questi momenti, se li lasciano alle spalle. Trovo che nei suoi libri ci sia molto più ottimismo di quanto non ne risalti da una lettura superficiale. Io ve lo consiglio caldamente. Sicuramente non è il suo miglior libro, ma è da leggere.


Citazione pag 37
"Sforziamoci di essere felici. Diamo più spazio a tutto quello che abbiamo ancora davanti. Altrimenti non è vivere."

venerdì 23 settembre 2011

I Figli del lupo - Le guerre degli orchi

Inizio: 7 maggio 2011
Fine: 3 giugno 2011

Seconda parte della Saga degli Orchi di Nicholls, una garanzia. Ci eravamo lasciati con i Figli del Lupo in fuga da una Maras Dantia in guerra, attraverso i passaggi interspaziali aperti dalle stelle (strumentalità). Gli Orchi giungono in una terra molto diversa, abitata solo da orchi perennemente in pace, quella dei sogni di Stryke, che nella realtà ha un nome: Ceragan. Ma una vita troppo tranquilla non fa per i Figli del Lupo e, quando arriva il messaggero di Arngrim, morente per una pugnalata alle spalle, le cose cambiano. Il povero messaggero è passato attraverso la stessa porta dalla quale sono arrivati tempo prima i Figli del Lupo, ma, se le strumentalità sono ancora nelle mani di Stryke… come ci è arrivato? I misteri si infittiscono quando lo stregone attraverso un ologramma dice loro dell’esistenza di una terra dove gli Orchi sono oppressi nuovamente dalla perfida Jennesta e dalla razza umana. Come rifiutare? La squadra si riunisce e si allarga pronta ad una nuova avventura. Prima però bisogna tornare nella valle dei Nani, a Maras Dantia, per riprendere l’amico e compagno Jup. Non appena la banda è riunita, però, accade qualcosa di inusuale: due umani Standeven e Pepperdyne rivelano ai Figli del Lupo che stanno per essere attaccati. E così accade: Misericordia attacca pesantemente il villaggio di Jup. Stryke trasporta tutti, con le strumentalità, sul nuovo pianeta (o quello che è) di orchi soggiogati. La realtà è anche peggiore del racconto fatto da Arngrim. Gli orchi sono tutti dei rammolliti, non hanno istinto di combattimento, né di sopravvivenza, sono tutti indistintamente sottomessi a Kapple Hacher, governatore del Tarress. Gli Orchi sondano il terreno, con qualche difficoltà, per vedere se ci sono orchi ancora disposti a combattere per la propria libertà, inoltre i Figli del Lupo hanno ancora un conto aperto con Jennesta. Chillder e Brelan, gemelli, sono a capo di un gruppo ben organizzato di orchi sovversivi, ai quali va ad aggiungersi la squadra di Stryke; tuttavia la presenza del nano Jup (e sua moglie Spurral) e dei due umani rendono il sospetto molto forte tra gli orchi originari di Tarress. I figli del Lupo sono molto, troppo differenti, dagli altri, da dove vengono? Ma la voglia di libertà sovrasta ogni dubbio, le due squadre si uniscono malgrado i reciproci sospetti e insorgono contro il nemico. Il bersaglio è Jennesta, bisogna ucciderla. Tutto fila liscio, troppo liscio fino all’ultimo, quando, ahimè, si scopre un tradimento. Stryke viene catturato da Jennesta, le strumentalità sono perse. Ma qualcun altro, come Pelli, si muove nell’ombra, con lo stesso obbiettivo: prendere le strumentalità.
Sicuramente bello tanto quanto i primi tre, lascia il lettore anche questa volta con il fiato sospeso in attesa che il prossimo libro risponda alle domande della storia. Bellissimo!

L'ultimo Catone

Inizio: 10 febbraio 2011
Fine 24 febbraio 2011

Decisamente avvincente questo libro della Asensi. Ho rivalutato molto questa scrittrice che con Terra ferma non mi era piaciuta granché. Questo libro, invece, ha saputo tenermi letteralmente incollata fino alla fine, nonostante le numerose pagine e (come al solito) capitoli lunghissimi. Suor Ottavia Salina lavora in Vaticano ed ha acceso alla biblioteca più vasta e più misteriosa che lo Stato Vaticano custodisce gelosamente nel suo sottosuolo. Un giorno viene incaricata di indagare sui segni ritrovati sul corpo di un uomo, ucciso in circostanze misteriose. Accanto a lei due esperti: la guardia bionda dallo sguardo di ghiaccio Kaspar Glauser Roist e l’illustre studioso alessandrino Farag Boswell. Insieme cercheranno di ricomporre un puzzle tutt’altro che semplice, riguardante una setta, quella dei Catoni, cominciata moltissimi anni prima e forse ancora attiva. Per provare la sua esistenza dovranno confrontarsi con 7 prove, 7 come le cerchie del Purgatorio di Dante, 7 come i peccati capitali, passando attraverso le 7 città che li rappresentano. Una lotta contro il tempo e contro le loro stesse forze che sembrano non bastare davanti a così tanti ostacoli. Durante il cammino Ottavia dovrà affrontare fantasmi sconosciuti della sua infanzia e della sua vita, che la porteranno ad una maggiore coscienza di sé. Inoltre … si troverà intrappolata nelle lunghe braccia dell’amore, dalle quali cercherà di difendersi con tutte le sue forze e la sua fede. .. Davvero appassionante, scritto decisamente meglio di altri libri dell’autrice spagnola, sono sicura che vi piacerà!

Citazione pag 27
"Dei romani il capitano aveva anche adottato lo stile di guida ai limiti del suicidio. In un Amen passammo porta Sant'Anna e ci lasciammo alle spalle le caserme della Guardia Svizzera. Se non mi misi a gridare e non tentai la fuga dalla portiera durante il tragitto, fu solo grazie alle mie origini siciliane e al fatto di aver preso la patente a Palermo, dove la segnaletica stradale ha scopo puramente decorativo e tutto si basa sui rapporti di forza, sull'uso del clacson e sull'istinto di sopravvivenza."

Citazione pag 65
Davanti a noi era in attesa una di quelle limousine nere targate SCV (Stato della Città del Vaticano) a disposizione dei cardinali, alla cui sigla l'ironia dei romani aveva dato il significato di:"Se Cristo Vedesse...".

Citazione pag 161
"Per molto tempo ho avuto timore della morte, ma non mi sono concesso la debolezza di credere in un Dio per risparmiarmelo. Poi ho capito che ogni notte, quando andavo a dormire, morivo un po'. Il processo è lo stesso, non lo sapevi? Ricordi la mitologia greca? I fratelli gemelli Hypnos e Thanatos, entrambi figli di Nyx, la notte. Ricordi? "

Guida galattica per autostoppisti

Inizio: 14 aprile 2011
Fine: 19 aprile 2011

Questo è il primo libro di fantascienza al quale mi accosto. Io e la fantascienza abbiamo un rapporto decisamente conflittuale nonostante il mio passato da Trekkina :) Detto ciò devo dire che questo libro mi è particolarmente piaciuto, è molto divertente e scritto con spensieratezza, sicuramente leggerò anche gli altri libri di Adams. La storia è molto semplice: Arthur Dent deve affrontare una giornata difficile, evitando che gli demoliscano la casa per far passare un’enorme autostrada; i suoi problemi però no sono nulla rispetto a quello che sta per capitare al pianeta Terra, che verrà polverizzato per far spazio ad un’autostrada galattica. Salvato da uno pseudo umano Ford Perfect, alieno del pianeta Betelgeuse, suo amico da anni, Arthur si ritrova passeggero della navicella Vogon. Cominceranno da qui una serie di peripezie galattiche prima a bordo di questa navicella e poi a bordo della Cuore d’Oro, ultimo ritrovato della tecnologia ipergalattica rubata nientepopodimeno che dal presidente Zaphod Beeblebrox in persona. Ma cosa sta cercando Zaphod? E perché sembra sempre non sapere quello che sta facendo? Per chi lavora? Arthur e Ford, imbarcati con Trillian (terrestre anche lei) e Marvin (un robot depresso) atterreranno nella mitica e desolata Magrathea, pianeta di una colossale azienda che per millenni si occupò di costruire pianeti su ordinazione, fino a quando tutto scomparve nel nulla. Ma Magrathea è tutt’altro che disabitata…
Non vi svelo oltre ma leggetelo, perché è davvero spassosissimo!

Citazione pag 153
"Forse sono troppo vecchio e stanco ma penso sempre che le possibilità di sapere cosa stia veramente succedendo siano così assurdamente remote, che l'unica cosa da fare sia dire chi se ne frega e pensare semplicemente a tenersi occupati. "

Il Gattopardo

Rilettura
Inizio: 12 aprile 2011
Fine: 3 giugno 2011

La prima volta che ho letto questo libro ero in quarta ginnasio, correva l’anno 1996, ed avevo ancora 14 anni. Non che ci capissi molto in questo italiano un po’ vetusto, ma il libro era scorso più o meno piacevolmente. A distanza di 15 anni, riprendo questo classico della letteratura, che ho sempre difeso a spada tratta contro chi lo definiva noioso e mi cimento nuovamente. Non mi è stato facile leggere le prime 100 pagine, mi sono risultate un po’ pesanti.. ma forse il motivo sta nel loro contenuto. Non ricordavo che fosse così pieno di cenni storici, di rimandi, di descrizioni inappuntabili di nobiltà e nuova borghesia, non ricordavo tutto questo pensare da parte del protagonista, Fabrizio Salina il Gattopardo, uomo nobile, attempato ma ancora piacente, vigoroso e… quasi povero. Si perché oramai la sua casata sta perdendo le proprie ricchezze, a favore (in senso generale) della borghesia, rozza, senza buone maniere, poco intellettuale (o per nulla intellettuale), ma molto scaltra, arrivista, ambiziosa e soprattutto fresca. Soprattutto per questi motivi Fabrizio sacrifica l’amore della figlia Concetta per il cugino Tancredi in nome di un matrimonio dettato dall’interesse economico, quello con Angelica Sedara, figlia di Calogero, esponente appunto della borghesia. Sicuramente Tancredi con la sua giubba rossa da garibaldino sfugge a quello stereotipo del nobile pensato da Fabrizio, il nipote gli è distante nei modi e nel pensiero, ma è pur sempre l’erede dell’amata sorella Giulia e della casata Falconeri. Bello, intellettuale, moderno e… quasi povero. Il Gattopardo sottoscrive così un matrimonio redditizio con la bella, bellissima erede della famiglia Sedara, per nulla nobile ma ricca sfondata. Il libro copre la distanza di pochi mesi di uno stesso anno per poi saltare avanti di qualche anno e poi di un ventennio. Stupenda le descrizioni sia dei costumi dell’epoca quanto quelle dell’animo di Fabrizio in continuo mutamento, eppure sempre eguale a se stesso, sempre fedele alla sua indole siciliana. Si perché questo romanzo è proprio tanto siciliano, tanto ricco di sud, di sole, di sete, di sabbia.
Consiglio vivamente la lettura di questo classico della letteratura italiana, non si può perdere un pezzo di storia così intenso, come quello dell’unità d’Italia, sullo sfondo della quale la nobiltà arranca con le ultime zampate

Nessun dove

Inizio: 4 aprile 2011
Fine: 8 aprile 2011

Ma che fortuna avere scoperto Neil Gaiman!! Non si smette proprio mai di trovare cose interessanti! Questo fantasy è davvero molto spassoso e particolare. Richard Meyhew, colpevole di aver commesso un atto benevolo viene letteralmente catapultato in nessun dove che, tanto per cominciare, non è un luogo ma uno stato fisico: a Londra, nessuno più si accorge che Richard esiste. Esiste un mondo, Londra di sotto, nel quale Richard può essere visto ma comunque all’interno del quale sembra non poter vivere. La sua salvezza viene da Porta, la giovane ragazza da lui soccorsa e messa in salvo, e dalla sua strana combriccola: il Marchese de Carabas, la cacciatrice Hunter, Lord-parla-coi-ratti, il Conte ed altri simpaticissimi personaggi. Porta aiuterà Richard a sopravvivere in un mondo che non conosce e lui la ricambierà proteggendola ed attraversando con lei ogni via alla ricerca delle risposte che da sempre Lady Porta va cercando: chi ha ucciso la sua famiglia e perché. Loschi (ed anche abbastanza disgustosi) personaggi come Mister Vandemar e Mister Croup danno la caccia a Lady Porta ed al suo gruppo, per conto di qualcuno … un qualcuno molto speciale. La ragazza ha un dono speciale: apre qualsiasi porta con il suo tocco e, se non vi sono porte, al suo tocco compaiono. A chi serve questa capacità e per farne cosa? Un viaggio divertente e per nulla scontato, dove si alternano anche stati umani dei personaggi molto interessanti… una narrazione avvincente ed una bella trama, fanno di questo fantasy una lettura davvero piacevole. Vivamente consigliato!

I figli di Plaza de Mayo

Inizio: 16 marzo 2011
Fine: 16 marzo 2011

Divorato in meno di tre ore quest’ennesimo resoconto sulla tragedia argentina dei Desaparecidos. Ennesimo si, ma unico come lo sono tutti gli altri. Moretti è sempre molto bravo nel suo ruolo di interlocutore … lascia parlare queste donne coraggio che descrivono la loro ricerca instancabile. Donne alle quali non sono stati strappati solo i figli, ma anche i nipoti appena nati e spesso regalati ai militari. Questi figli, nati nelle celle di tortura, sono stati allevati da coloro che hanno uccisi i loro genitori. Molti di loro, a distanza di 30 anni, ancora non lo sanno. Ma le nonne cercano, investigano, accusano, trascinano in tribunale gli aguzzini. Purtroppo però la strada è ancora lunga e le nonne non sono immortali, lo sanno. Il loro DNA è conservato in una banca speciale perché non sia mai troppo tardi per nessun nipote trovare la strada di casa.

La mia famiglia e altri strani animali

Inizio: 7 marzo 2011
Fine: 31 marzo 2011

Gerald Durrell nella sua fantastica infanzia ha passato 5 anni a Corfù. Gerry arriva sull'isola con la sua famiglia composta dalla mamma, due fratelli ed una sorella. Gerry è il minore e pertanto cresce libero in mezzo alla natura rigogliosa del'isola greca a caccia di insetti, farfalle, tartarughe, insomma a caccia di qualsiasi animale strisci, cammini, voli o semplicemente ronzi. Tutto lo affascina e niente lo trattiene dal portarsi nuovi amici a varie zampe a casa (accolti con la beenvolenza delle donne ed il disgusto degli uomini di casa). Sfilano quindi la tartaruga Achille, il piccione Quasimodo, le Garze, il Gabbiano Alecko ed altri bizzarri animali che Gerry porta con se in ogni casa, girando l'isola. Questi anni a Corfù entreranno nel profondo di Gerald, che da grande diventerà un illustre zoologo e scrittore. Il libro raccconta anche le peripezie di questa simpatica famiglia capeggiata da una madre molto inglese ed un fratello intellettuale, Larry... e poi, a seguire, un fratello cacciatore, Leslie ed una sorella ipersensibile, Margo. Le pagine scivolano leggerissime e Durrell ha un modo veramente fantastico per ripercorrere quegli anni felici nell'isoletta greca. E' talmente bravo che sembre di vederla, Corfù... Adesso non resta che vederla davvero!

Il malinteso

Inizio: 9 marzo 2011
Fine: 11 marzo 2011

Davvero molto bella questa storia ambientata tra la prima e la seconda Guerra Mondiale. È il primo libro che leggo di quest’autrice dalla vita sfortunata e devo dire che mi è piaciuto moltissimo. La storia è semplice, ma la descrizione dei personaggi è magistrale, a mio modesto parere. Yves Harteloup è un uomo che ha dovuto imparare a guadagnarsi il pane, dopo la prima guerra mondiale i suoi averi di benestante sono letteralmente evaporati e così, per vivere, ha cominciato a lavorare e risparmiare. Risparmia tutto l’anno per permettersi le vacanze in un luogo esclusivo, che frequentava quand’era bambino: Hendaye. Lì comincia la storia, con Yves in vacanza. Qui incontra Jessaint, un suo compagno di stanza d’ospedale (ferito di guerra come lui) anch’egli in vacanza con la moglie Denise e la figlioletta Francette. Quando il marito di lei si allontana per affari i due cominciano a frequentarsi e non rinunciano alla loro storia nemmeno al ritorno a Parigi. Denise si rende ben presto conto che Yves non è ricco quanto si possa pensare, ma, nonostante questo continua a frequentarlo. Lui d’altro canto, per non deluderla, continua una vita troppo dispendiosa per le sue tasche, fino ad indebitarsi. Il loro rapporto si incrina, lui è troppo chiuso e riservato per racccontarle i suoi problemi e lei cerca di accondiscendere il suo silenzio non facendogli domande inopportune. Così Yves diventa più schivo, si chiude ancora più in se stesso. Rifiuta tuttavia, per amore di lei, di andare in Norvegia con un vecchio amico che là ha fatto fortuna e vive benissimo. Yves rimane e prova ad affrontare la sua nuova realtà. Denise, intanto, vacilla. Entrambi, pur amandosi molto, sono insoddisfatti. Denise comincia a sospettare che lui la tradisca o meglio, comincia a pensare che il modo migliore per avere un po’ più di attenzione sia dedicarsi meno a lui… comincia a frequentare il cugino Jaja, che da sempre spasima per lei. È solo una distrazione quella di Denise, ma le costerà molto cara…
Non voglio svelarvi il finale, che è il cuore del Malinteso…
Tuttavia vi consiglio ad occhi chiusi questo fantastico libricino, di un centinaio di pagine perché è davvero toccante e descrive in modo meraviglioso i sentimenti umani, fatti di amore, gelosia, paranoia ed anche un po’ di immaginazione.

Sei biblioteche

Inizio: 15 febbraio 2011
Fine: 18 febbraio 2011

Per la prima volta leggo un libro di questo autore, che non conoscevo. Per questo vorrei ringraziare Benedetta per averlo messo a disposizione del gruppo. Sono stata piacevolmente sorpresa dalla scrittura fluida e allo stesso tempo ricca di particolari di questo scrittore serbo. Sei Biblioteche racconta appunto sei storie differenti, di altrettante biblioteche. I racconti sono particolarmente originali, anche se devo pensare che Zivkovic abbia una qualche inclinazione al paranormale... ognuno di noi, comunque, può ritrovarsi nei sei personaggi che animano queste storie. In realtà ci sarebbe da chiedersi se il personaggio non sia lo stesso (pur non avendo elementi per saperlo) per tutti i racconti... forse se la Biblioteca Infernale fosse stata alla fine, allora si sarebbe potuto concepire realmente come un continuum ... ma messo così fa pensare che l'autore abbia davvero costruito 6 storie diverse, con persone diverse che in comune hanno solo l'elemento biblioteca.
Leggetelo, innanzitutto perchè ci mettete davvero un attimo (non è un tomo che vi porta via settimane e settimane) e poi perchè merita davvero!!!
Molti hanno letto L'ultimo Libro che sembra essere un giallo, il primo libro di Zivkovic... mi informerò!

Citazione pag 16
Il mio appartamento è piccolo - veramente un quartierino. Appena una stanzetta, ingresso, cucinino e bagno. Non c'è spazio neanche per girarsi. E si sa benissimo che i libri divorano spazio senza pietà. Non ci si può difendere. Per quanto spazio gli si offra, a loro non basta mai. prima prendono posseso dellr pareti, poi continuano ad espandersi ovunque riescano. Soltanto il soffitto viene risparmiato. Ne arrivano sempre di nuovi, e voi non avete cuore di sbarazzarvi di nessuno di quelli vecchi. E così, pian piano, di nascosto, i volumi spingono fuori tutto il resto. Come ghiacciai.

Quel che c'è nel mio cuore

Inizo: 8 febbraio 2011
Fine: 12 febbraio 2011

Ho scorto quest'autrice in biblioteca, è cilena e non ho potuto non acchiappare il primo libro che mi è capitato sotto le mani. Io amo gli scrittori latinoamericani e con mia grande sorpresa mi sono resa conto che costei (mi sia perdonata l'ignoranza) ha scritto parecchio.
Ve la consiglio! Assolutamente, o meglio, vi consiglio questo libro perchè per adesso è il solo che io abbia letto. La storia è molto delicata e profondamente umana.
La protagonista, Camila, è una cilena trapiantata a New York, con un marito che la ama e un buon lavoro. Ma la perdita del suo bambino la sta uccidendo piano piano. Camila diventa un veegtale, non vuole più vivere, o meglio, non sa più nemmeno come sopravvivere. Così Gustavo, stanco di quella moglie di pezza, le trova un lavoro diverso: la spedisce in Chiapas a fare un reportage su Marcos e gli zapatisti. Figlia di una madre scampata agli orrori della dittatura cilena (Dolores) si sente orfana Camila, sia di suo figlio sia di questa madre con la quale si sente di non poter nemmeno entrare in competizione. Camila la debole contro Dolores la forte. Sola in un paese straniero, dove nemmeno la guerra sembra toccarla, Camila, troppo sconvolta dentro per vedere cosa accade fuori. In Chiapas conosce Reina, amica della madre e tutto il gruppo che le gira attorno: un simpatico francese, un pittore italiano, un'indigena, uno spagnolo... gente eccentrica e speciale che condivide con Reina una lotta: quella zapatista. Lottano per i diritti degli indigeni e sentono che San Cristobal è casa loro. Ma Camila ha bisogno di tempo, deve imparare a vivere di nuovo. E poi. E poi accade. Reina viene quasi uccisa e lei Camila, sequestrata...
Non voglio svelarvi il finale, godetevi il libro!

Citazione pag 60
Taluni credono che, essendo lo spagnolo e l’italiano relativamente simili, che parla una di queste due lingue accede più facilmente all’altra, il che è un grande errore. Lui ha fatto meno fatica ad imparare l’inglese perché segue una logica diversa dalla sua lingua madre, per cui non ci sono rischi di contaminazione. E questo gioca a suo favore, come se partendo da zero le possibilità di sbagliare fossero minori.

Citazione pag 135
L’America è sia quella di sopra che quella di sotto, Nord e Sud sono entrambi americani allo stesso livello.

Citazione pag 140
Le uniche donne che possano contare su amiche autentiche sono quelle consapevoli del genere cui appartengono, l’avevo sentita dire un giorno, le altre rivaleggiano tra loro e si cavano gli occhi.

La cripta dei cappuccini

Inizio: 29 gennaio 2011
Fine: 10 febbraio 2011

Sicuramente questo genere di libri non è il mio forte. La lettura di questo libro nasce da un errore: il titolo mi ha fatto immaginare un giallo, alla Ellis Peters. Quando mi sono resa conto che mi ero sbagliata era tardi. Tanto valeva finire di leggerlo. In realtà non è che mi sia fatta un parere negativo, tutt’altro, solo non me ne sono fatta nessuno. Io non sono un’amante di libri sulla guerra, o in odore di, ma questo fortunatamente non è stato un problema per la mia sconsiderata, vergognosa sensibilità (da essere umano rifiuto la guerra e i suoi orrori, non riesco a leggere cose come “se questo è un uomo”, soffro troppo). Solo che alla fine io non ho capito se quest’uomo volesse o meno morire in guerra, in questo caso la Prima Guerra Mondiale. Si perché il Signor Trotta va incontro alla morte come se fosse un nonnulla, dopo averci ripetutamente detto per molte pagine che “la morte incrociava già le sue mani ossute sopra i calici dai quali bevevamo”. E torna quasi dispiaciuto di essere vivo (ma perché mai?) e di dover far fronte alla sua vita coniugale; si perché il Signor Trotta prima di partire per la guerra si era sposato nella speranza di non dover tornare. Stretto tra una madre austera ed indipendente ed una moglie con un’amica-amante che non sembra avere nessuna intenzione di essere sua moglie (forse anche lei sperava che sarebbe morto in guerra), il nostro protagonista contrae debiti a tutto andare, senza riuscire a farvi fronte. Nemmeno la paternità lo riempie di gioia, no, forse perché Elisabeth è scappata con Jolanth (l’amica-amante) lasciandogli il piccolo Francesco Ferdinando Eugenio da crescere. E quando anche la madre lo lascia, morendo, per il nostro Signor Trotta non resta che tornare nuovamente alla cripta dei cappuccini, dove riposa in pace l’imperatore Francesco Giuseppe, per un ultimo saluto tra uomini.
Ripeto, non so darvi un parere, metto tre stelle solo perché non mi ha entusiasmato… io vi consiglio comunque di leggerlo, anche perché magari, a voi piacerà da matti!

Citazione pag 167
Era uno di quegli uomini cosiddetti pratici che sono incapaci di rinunciare a un'idea cosiddetta fertile, quand'anche le persone siano inadatte a realizzarla.

Citazione pag 173
Ma le rivoluzioni di oggi hanno un difetto: non riescono.

Cime tempestose

Inizio: 31 gennaio 2011
Fine: 2 febbraio 2011

Per prima cosa desidero ringraziare Francyb78 per avermi rgalato questo libro, che da tempo desideravo leggere.
Una vendetta a lieto fine, il dramma dell’odio, della cattiveria e della stupidità, ma anche la rivincita dell’amore e del buon cuore! Tutto questo è Cime Tempestose e non abbiamo detto poco! Il Signor Lockwood, nuovo inquilino di Trushcross Grange si trova a dover parlare con l’uomo che gliel’ha affittata per dodici mesi: il Signor Heathcliff, misantropo, scorbutico, scontroso proprietario di Wuthering Highs; egli non vicve solo ma con la nuora (altrettanto schiva) Catherine Linton, il nipote Hareton Earnshaw, il vecchio servo Joseph e Zillah, la governante. La famiglia però non è unita, tutt’altro: tra di loro si riservano comportamenti villani e cattiverie senza curarsi dell’ospite (ovviamente sgradito). Il Signor Lockwood si trattiene a W.H. a causa della troppa neve che rende la brughiera e le 4 miglia che lo separano da T.G. impossibili da affrontare. Si ritrova così a dormire in una stanza segreta, chiusa a chiave da molto tempo ed ad avere degli incubi. Chi è Catherine Earnshaw? Perché quell’incubo lo ha fatto sussultare tanto?
Tornato finalmente nella sua tenuta (ovviamente ammalato) è costretto ad una lunga degenza a letto durante la quale prega la governante, la signora Ellen Dean di raccontargli di quelle tre persone viste a W.H. La storia è molto lunga e comincia da quando il signor Earnshaw (padre di Catherine e di Hindley, a sua volta padre di Heraton) di ritorno da Liverpool porta con sé un orfanello trovato in città: Heathcliff. La sua condizione di passata sofferenza lo porta ad essere il più coccolato dal padre e allo stesso tempo accresce l’invidia dei due fratellastri (che per le loro dimostrazioni di odio, vengono continuamente puniti). Il suo comportamento è irriverente ed ingrato, ma tutto gli viene costantemente perdonato. Alla morte del padre subentra Hindley, il quale, con la moglie Frances diventa praticamente tiranno in casa propria maltrattando Heathcliff e Catherine di conseguenza, impedendo in ogni modo che i due siano legati. Ma Catherine accetta la corte di un giovine signore, allora proprietario di T.G. Edgar Linton ed i due si sposano. A sua volta, per ripicca, Heathcliff si sposa con Isabella Linton e, morto Hindley, entra in possesso di W.H. comandando sulla moglie e sul nipote. La sua vendetta è molto lunga: Heathcliff vuole vendicarsi del fratellastro poiché egli non gli ha mai permesso di stare con Catherine (che nel frattempo, dando alla luce sua figlia, è morta). Vuole vendicarsene lasciando il legittimo erede morale Hareton senza nulla (ignorante e rozzo) e trovare un erede che erediti ogni cosa al posto suo. Ed Heathcliff un erede ce l’ha: Linton. In questo romanzo sembra proprio che non ci sia spazio per l’amore, quello vero, se escludiamo quello del povero Edgar per la moglie, dalla quale non è mai stato ricambiato. Non voglio ora recensire tutto il romanzo, poiché non mi piace svelare la trama, quindi mi fermo in questo punto.
Devo dire che è un peccato che la povera Emily Bronte abbia scritto un solo romanzo poiché mi ha tenuta incollata alle pagine, alla storia per due giorni, non potevo non finirlo. Quasi per un attimo ho creduto di trovarmi dinanzi a quei libri che raccontano la realtà nuda e cruda (quella dove il bene difficilmente ce la fa contro un male molto ben organizzato), invece poi… non dico di più! Leggetelo perché davvero merita, non solo per i contenuti ma anche e soprattutto per la bellezza dello stile, la scrittura fluida dell’autrice; sono convinta che vi piacerà tantissimo!

Ballando nudi nel campo della mente

Inizio: 11 gennaio 2011
Fine: 28 gennaio 2011

Di norma non amo i genii proprio per la loro massiccià sregolatezza, ma quest'uomo s'è guadagnato in una settimana tutta la mia stima ed il mio rispetto. Kary Mullis è si un premio Nobel (chapeau) ma è soprattutto una persona che ragiona con la propria testa e che aiuta gli altri a fare altrettanto. Non è così face recensire questo libro poichè i suoi contenuti sono molto vari; Mullis propone capitoli con temi compleatamente diversi.. legati tra di loro solo perchè l'autore narra vicende personali. Comnuque, credo che ne ordinerò copie a gogò su ibs perchè secondo me dovremmo far leggere questo libro a tutte le persone alle quali vogliamo bene. Ho letto in giro di recensioni molto critiche, più che altro rivolte a Mullis. A me è piaciuto, non mi è sembrato poi così arrogante (c'è gente che lo è tutti i giorni e non ha nemmeno vinto il Nobel), ho imparato tanto anche se all'inizio avevo paura... io sono una di quelle persone che prende per oro colato qualsiasi cosa sia proposta dalla scienza. mullis mi ha insegnato che non lo devo fare e mi ha anche spiegato il perchè. Così quando mi sono rilassata mi sono davvero goduta il libro che ho finito ridendo :)
lo consiglio vivamente a tutti!!!!

Le irregolari

Inizio: 10 gennaio 2011
Fine: 21 gennaio 2011

"Quando hanno portato via i miei figli avevo solo 48 anni e mi sentivo vecchia; oggi ne ho 68 e mi sento 20 anni più giovane perchè ho imparato che l'unica lotta che si perde è quella che sia abbandona." Hebe Pastor de Bonafini
Leggete, vi prego, queesto meraviglioso docmento sulle Nonne e le Madri di Plaza de Mayo. Donne che non hanno avuto paura di ricevere le bastonate dei miitari durante la dittatura del 1976, in Argentina. Hanno sopportato abusi, torture, cattiverie ed angherie in nome dei loro figli (30000) desaparecidos. Hanno combattuto, anzi combattono da vent'anni per ottenere giustizia, per vedere marcire in galera chi si è macchiato di atti che fanno concorrenza a quelli di Aushwitz, perchè anche in Argentina ci furono campi di concentramento e di sterminio. Non ci furono forni, ma vuelos de la muerte. Leggetelo perchè in mezzo a quei 30000 scomparsi ci sono migliaia di italiani. Perchè l'Argentina per anni è stata la nostra seconda patria. Leggetelo per non dimenticarli, perchè un crimine di genocidio non deve e non può passare inosservato.

Le luci nelle case degli altri

Inizio: 27 dicembre 2010
Fine: 3 gennaio 2011

Che dire, leggetelo! Avevo visto questo libro alla Mondadori ma, causa scarsità di finanze, ho optato per la biblioteca. L’ho letto in pochissimo tempo (troppo però, tanta era la voglia). È scritto in modo originale ed anche la vicenda è piuttosto innovativa rispetto alle cose in commercio ultimamente; questo mi fa molto piacere perché l’autrice è italiana e sono sicura che diventerà, se già non lo è diventato, un best seller. Racconta la storia di Mandorla, che a sei anni rimane orfana di madre. Sa che il suo papà è un astronauta che lavora sulla Luna e che non può, anche se vorrebbe, tornare a prenderla, proprio non può. Maria, sua madre, abita in Grotta Perfetta ormai da tempo, per la precisione all’ultimo piano, quello della lavanderia ed il suo legame con i condomini è stupendo, tutti la amano. Un condominio come tanti, con le sue imperfezioni, le sue persone, le loro abitudini, i loro vizi e le loro virtù, che improvvisamente si ritrova a fare i conti con la morte di Maria e il destino di questa bimba. Decidono così di adottarla tutti insieme, anche se legalmente solo la signorina Polidoro detiene la sua tutela. Forse non sarebbe stato così (o forse si) se Mandorla, ignara di tutto, quel giorno non avesse consegnato una lettera che la madre le aveva scritto il giorno della sua nascita nella quale dice che il padre di Mandorla è proprio uno dei condomini. Ma chi? Per ovviare al riconoscimento i condomini stringono un patto: cresceranno la bambina tutti insieme. A partire da Tina, che la tiene con se un anno, passando per Cate e Samuele (e il piccolo Lars), arrivando alla coppia omosessuale composta da Paolo e Michelangelo, più su, fino al 4° piano dove abitano Lidia e Lorenzo (con Efexor) ed infine all’ultimo, quello dove abita la famiglia Barilla. Tutti amano Mandorla e tutti cerano di crescerla, così lei da una parte diventa ognuno di loro, dall’altra cresce con un’ingenuità ed una freschezza senza pregiudizi (andando felice al gay pride sulle spalle di Candy Candy). Mandorla è semplice, spontanea, una ventata d’aria fresca ma non si sente una ragazzina della sua età, si sente diversa dai suoi coetanei, non si sente all’altezza. E poi è terrorizzata a morte dal cattivissimo Porcomondo, che oramai non c’è più, ma rappresenta il suo incubo peggiore. E così, per paura, per sentirsi protetta, fin da piccola prega, come le viene, perché nessuno glielo ha mai insegnato: prega per essere un taxi inglese, delle tendine, una festa… La sua vita scorre leggera, almeno fino a quando non scopre la verità su sua madre e … su suo padre. Ma quale verità? Chi è quell’uomo che non si è fatto avanti 10 anni prima? Servirà cercarlo e ricercarlo tra i volti di Samuele, Lorenzo, Cesare, Paolo e Michelangelo?
È uno spaccato meraviglioso di vite, come ce ne sono tante, guardate con amore ed innocenza.
Mandorla racconta la sua storia dalla cella di una prigione, dove è detenuta in attesa che il giudice si occupi di lei… non vi racconto cosa l’ha portata lì, ve lo dirà lei.

Citazione pag 244
Uno che ha capito quanto la vita, più la fissi tuto preoccupato, più le passi l'ansia.

Citazione pag 385
L'unico perdono possibile che possiamo conecdere alle nostre mamme e ai nostri papà è lasciarli andare, a un certo punto. Continuare a volergli bene, se pensiamo che l'abbiano meritato. Ma smetterla di far dipendere il nostro destino dal loro. Altrimenti avremo solo una buona scusa per non combinarci niente con quel destino.

Zia Mame

Inizio: 16 dicembre 2010
Fine: 20 dicembre2010

Vi tiene incollati dalla prima all’ultima pagina! Zia Mame è strepitosa, una donna piena di interessi e di vita (anche sociale) e l’orfanello nipote Patrick non può non essere trascinato nel vortice spassosissimo della vita della zia. Dalla tenera età di 7 anni infatti viene affidato a lei, che avrà il difficile compito di crescerlo e di formarlo. Non potete immaginare che cosa Zia Mame si inventi ogni volta per stare al passo col nipote che cresce e con i tempi in generale. Un vulcano in eruzione, paragonato a lei, non è niente! Vi consiglio vivamente di leggerlo, non solo per la vicenda che è divertentissima ma anche per avere un ottimo ritratto storico dagli anni 20 ai 50 del 1900. Inoltre in fondo c’è un’interessante digressione sulla via dell’autore Edward Tanner III e della sua strampalata vita che nulla ha da invidiare a quella del suo personaggio.

La biblioteca dei morti

Inizio:  26 novembre 2010
Fine: 5 dicembre 2010

Mi aspettavo molto ma molto di più, visto tutto l'entusiasmo con cui si sente parlare di questo libro. Di solito diffido dai best seller, ma incuriosita l'ho preso in prestito in biblioteca. Meno male che non l'ho comprato! Che dire, sicuramente l'idea è originale, ma lo svolgimento distrugge ogni suspance. Non so, magari Cooper non lo ha immaginato come un giallo, ma io mi aspettavo, visto l'inizio, un po' più di attesa. A un quarto di libro già si capisce cosa sta succedendo e l'idea dell'assassino viene meno, con lei viene meno anche l'interesse per la storia.
Il libro si apre con un omicidio, al quale ne seguono altri. l'agente dell'FBI Will Piper comincia a lavorare al caso che gli è stato affidato d'improvviso insieme a Nancy, giovane collega che lavora al caso con lui. La vicenda è intrecciata alla vita di Mark Shackleton, informatico che lavora all'area 51 (ex compagno del college di Will). E'lui il famigerato assassino Doomsday?
Se la trama fosse solo questa si sarebbe davanti ad un giallo in piena regola, ma Cooper ha avuto la brillante idea di farcire il tutto con due vicende "storiche" legate ai fatti, rispettivamente svoltasi nel 777 e nel 1947: la costruzione della Biblioteca ed il ritrovamento della stessa da parte di un gruppo di ex militari divenuti archeologi.
Se queste parti fossero state messe in fondo, come appendice a mio modesto parere il libro sarebbe risultato molto più avvincente fino alla fine, invece questa scelta ha penalizzato fortemente la curiosità del lettore, che dopo 100 pagine ha già chiaro il funzionamento delle cose.

Il club dello shopping

Inizio: 17 novembre 2010
Fine: 27 novembre 2010

Grazie ad Ally per il prestito. Ero molto scettica perchè di mio non tendo a leggere romanzetti rosa o cose come I love shopping... quindi insomma è stato un salto nel buio! Invece Annie Valentine mi ha propio conquistata con la sua simpatia! Lei e la sua sgangherata famiglia, cominciando dai due figli: il timido Owen e la ribelle Lana, sua sorella Dinah (da brava sorella, l'esatto opposto), la madre sempre alla ricerca di un nuovo marito per la figlia (scenette simpaticissime e candidati impossibili). Ho riso davvero tanto, nonostante poi, a pensarci bene, forse non è così tanto umoristico come vuole apparire. Ripeto, non me ne intendo quindi per me è difficile poterlo paragonare a qualcos altro ma l'ho trovato fresco e spiritoso. Quando si arriva alla fine inoltre ci si rende cosnto di avere fatto un errore madornale, di avere tratto una conclusione sbagliata. E piace ancora di più, si capiscono molte cose. Si si decisamente lo consiglio e penso anche che sarà un ottimo regalo di Natale!

Il giorno prima della felicità

Inizio: 17 novembre 2010
Fine: 27 novembre 2010

Ringrazio Cricri per avermi prestato questo libro, il primo che leggo di Erri de Luca. Mi è piaciuto tantissimo. Non è la storia in sè ad avermi colpito, ma i personaggi e la ricostruzione storica. A tratti l'ho trovato davvero commovente. Se dovessi recensirlo farei fatica, o meglio, una frase basterebbe ma come ho già spiegato secondo me la forza di questo romanzo non sta nella sua trama ma nel modo in cui è raccontato. Gli stessi tocchi, qua e là, del dialetto napoletano (assolutamente comprensibili)lo hanno reso ancora più genuino. Comunque, in breve, narra la storia dello Smilzo, così chiamato per la sua corporatura esile, un orfano che vive con Don Gaetano uomo tuttofare e portinaio di un condominio. Il ragazzo cresce grintoso e curioso del mondo, a partire dalla scuola che lui vede come un'opportunità fantastica. Impara molti lavori diversi, a confrontarsi con le persone ed anche con l'amore, rappresentato qui da Anna. In questo romanzo si intrecciano non solo le vite dei due protagonisti ma anche quelle dei condomini, in un certo senso altrettanto importanti e determinanti. Gli accenni alla seconda guerra mondiale rimandano continuamente alla vita passata di Don Gaetano che cerca di insegnare allo Smilzo tutto quello che a sua volta ha imparato dalla vita. Il finale un po' a sorpresa poi lascia l'amaro in bocca, nonostante il lieto fine.
Ve lo consiglio, leggetelo.

La breve favolosa vita di Oscar Wao

Inizio: 9 novembre 2010
Fine: 17 novembre 2010

Ringrazio Salvatore Gianino per aver messo questo libro a disposizione del gruppo Strada Facendo. Ho scoperto così, quasi per caso questo meraviglioso autore dominicano. Questo libro difficile da raccontare perché non è ne semplicemente la vita di Oscar, come suggerisce il titolo, né solamente quella della sua famiglia, né quella dell’autore stesso, ma di tutta la Repubblica Dominicana. Il contesto è fondamentale in questo romanzo. i personaggi sono sicuramente fondamentali, ma è l’ambiente in cui si muovono a renderli tali. Il lato più interessante è che l’autore ha scelto di raccontare questa storia in prima persona, a tu per tu con il lettore ed interviene non poco a chiarire domande ipotetiche e lacune che potrebbero sorgere in chi gira una pagina dopo l’altra. Questo particolare fa si che il lettore viva passo a passo con più partecipazione e coscienza la breve favolosa vita di Oscar e comprenda la lunga e difficile vita de la Inca e quella degli altri stupendi personaggi che si incontrano in queste pagine. Se proprio devo trovare una pecca … la ricerco nel linguaggio un po’ troppo turpe. Sicuramente alcuni concetti si rafforzano notevolmente con parole crude e alcune volte volgari, ma i concetti in questo libro sono già abbastanza forti che non necessitano di tale carico. Alcune volte il linguaggio di Diaz mi ha molestato, tanto per dirla alla spagnola, ma il bilancio è comunque positivo. Non posso non tener conto che il linguaggio e parte integrante di una cultura e che per tanto non è così fuori luogo. Intendo dire che forse Diaz ha voluto esprimersi così proprio perché questo è l’esatto modo in cui si esprimerebbe a voce, pertanto evviva la coerenza. Ve lo consiglio, sia per la storia che per imparare qualcosa di più sulla storia della Repubblica Dominicana e della sua cultura.

Il vichingo

Inizio: 27 settembre 2010
Fine: 17 novembre 2010

Se non fosse per le prime 250 pagine, sarebbe anche un bel libro…
Non posso proprio dare più di tre stelline, è troppo pesante. Sicuramente è stato scritto con molta dovizia di particolari, solo che io conosco molto poco il mondo scandinavo e sinceramente tutti quei nomi… è stata una faticaccia stargli dietro! Severin ha una bella scrittura fluida ma questa storia ha faticato a decollare. La storia è incentrata su Thorgils Leifsson, figura tra l’altro realmente esistita. Severin parte ancora prima della sua nascita, raccontandoci di sua madre Thorgunna la Strega. O meglio il romanzo è in prima persona, narrato personalmente dal protagonista. E’ lui che ci racconta la sua vita da quando la madre, mantenendo una promessa, lo spedisce in Islanda dal padre dove rimarrà per tutta la sua infanzia (facendo però tappa anche nella misera terra di Vinland). Viene esiliato per un crimine al quale ha assistito e si allontana alla ricerca di notizie sulla madre, che, in realtà, come Thorgils sa perfettamente, è morta anni prima tra innumerevoli fatti strani e misteriosi. Da lei, lui ha ereditato un potere particolare, la capacità di vedere oltre e aggiungerà altre capacità notevoli, come la lettura delle antiche rune e la pratica delle antiche abitudini. Viaggiamo con Thorgils fino in Iranda dove si consuma una feroce guerra civile, scampato alla guerra quasi miracolosamente viene trattenuto come prigioniero nemico dai vincitori, per poi essere ceduto come schiavo al monastero di San Ciaran…. La vita di Thorgils è un continuo mutamento ed una continua scoperta. Ma anche un costante pericolo, lui non è mai al sicuro, è straniero in terra straniera, non ha beni, non ha nulla solo se stesso e le sue conoscenze. Sicuramente è un romanzo avventuroso, ma solo nelle ultime 100 pagine. Le prime 250 sono zeppe di usi e costumi, che, di solito mi appassionano, ma in questo caso, più di una volta mi hanno fatto pensare di chiudere il libro. Esiste un seguito a questo libro La Vendetta del Vichingo, ci sto facendo un pensierino ma sono ancora indecisa….

I milanesi ammazzano al sabato

Inizio: 8 novembre 2010
Fine: 17 novembre 2010

Eccomi qua a ringraziare Desperate Student per il suo consiglio datomi nel gruppo Un consiglio al mese. Avevo questo libro tra i non iniziati, comprato perché avevo letto dei buoni commenti, ma in realtà forse sarebbe rimasto molto tempo sulla mia libreria…
Invece l‘ho letto, in pochi giorni e mi è piaciuto moltissimo. Credo che le avventura di Duca Lamberti siano un po’ come quelle di Montalbano e che quindi vadano lette in un ordine ben preciso. Si deduce chiaramente che oltre al giallo c’è una storia personale del Dottor Lamberti che va al di là del singolo romanzo. Ma comunque un giallo è sempre un giallo. E questo è davvero bello, nonostante io non ami le ambientazioni noir, quelle un po’ city un po’ thriller, diciamocelo io amo il giallo alla Agatha Christie, ma h apprezzato molto Scerbanenco. E’ la prima cosa che leggo di lui, ma si dice sempre che sia la prima impressione quella che conta. Come si fa a recensire un giallo senza far passare al lettore la voglia di leggerlo? Come faccio ad invogliarvi senza raccontarvi nulla??? Troviamo un compromesso: non leggetelo per assistere all’ultimo giallo risolto da Duca Lamberti, ma leggetelo per conoscere la meravigliosa figura di Amanzio Berzaghi, il padre di una ragazza che da un giorno con l’altro scompare e ancora più inaspettatamente viene trovata morta. Leggetelo per riscoprire Milano e i dintorni. Non è che di Milano venga raccontato molto, ma in un certo senso chi ci abita si ritrova per forza nell’atmosfera. Manca solo la nebbia.
Non voglio dirvi altro, leggetelo e basta!

Citazione pag 153
Perchè i criminali non sono mai intelligenti. La delinquenza è una forma sordida e pericolosa di idiozia, nesuna persona, appena appena intelligente fa il ladro, il rapinatore, l'assassino.

Citazione pag 172
Probabilmente qualche inquilino si era accorto dell'acqua che scorreva fuori dalla porta, ma si era ben guardato dall'avvisare quacno, il portiere: la civiltà di massa ha questo pregio, che ciascuno può annegare liberamente senza che gli altri gli diano fastidio nel tentativo di salvarlo. E' in fondo una forma di delicatezza e di rispetto dell'opinione altrui di morire da sè.

 
 

La chiave dell'alchimista 2 - I sette demoni di Venezia

Inizio: 13 ottobre 2010
Fine: 8 novembre 2010

Spesso le seconde (terze, quarte...) parti non sono belle tanto quanto le prime, invece la Brambilla ha davvero fatto centro. Il seguito de La Chiave dell'Alchimista è sicuramente all'altezza del primo libro e forse è anche più bello.
Abbiamo lasciato Lucilla a Venezia, intenta a prendersi cura del padre, abbiamo visto Ploc la gargolla andarse molto molto lontano e lasciato Leo Wehwalt forse fin troppo vicino. Ritroviamo Lucilla, rimasta orfana di madre e sola più di prima. Quasi senza famiglia e sicuramente senza un amico. Ma per amore di giustizia lei, la Custode della Clavicola, prende lezioni da Leo, il tanto odiato vicino di casa. Lucilla sa che suo padre e di nuovo sulle tracce del prezioso amuleto e non può in alcun modo permettere che Giulio Moneta se ne impossessi. Ma questa volta la faccenda è complicata, quacuno dal regno dei morti è tornato, per aiutare nell'impresa l'Achimista. Leo muore all'improvviso (ma non senza aver prima evocato qualcuno) lasciandola completamente sola. Come potrà Lucilla difendere Venezia da una moltitudine di zombi che rispondono ad padrone soltanto? E come potrà Lucilla lottare contro i suoi sensi di colpa? In soccorso arriva lui, l'amata gargolla Ploc. Così preso da Astutilla, così innamorato, ma così cosapevole sia della sua condizione di molosso di pietra sia del fatto che Lucilla non ha dimenticato Dimitri, senza un attimo di indugio, Ploc accorre ancor una volta. Ma la questione è più rognosa del previsto e Lucilla rifiuta continuamente di usare la Clavicola. Devono appianare scontri, divergenze e provare di nuovo ad unire le loro forze, devono cercare il modo di salvarsi, tutto questo basandosi su una cosa soltanto: l'amore che hanno uno per l'altro. Il colpo di scena finale appaga ancora di più il lettore, già soddisfatto della lettura. Penso che leggerò altro di questa autrice, se è vero che i suoi scritti appartengono al genere per ragazzi e da sttoineare che i suoi romanzi (almeno i due che ho letto io) sono godibilissimi da parte di tutti!!

Desaparecidos, la sentenza italiana contro i militari argentini

Inizio: 14 ottobre 2010
Fine: 31 gennaio 2011

"Io credo che dietro la forma, dietro le norme, che sono spesso fredd e inutili, esista una verità più alta, più nobile, che non appartiene al mondo del diritto ma all'umanità intera... La Giustizia ha un qualcosa di più elevato, che non può restringersi nelle poche o tante pagine di un codice penale o di una procedura penale...
Io credo che se ignoravate, come ignoravo io, tutti questi particolari agghiaccianti che sono stati spiegati con dolore, con fatica, con pudore spesso, dai testi che sono passati di qui... Se avevate delle zone d'ombra, queste zone d'ombra sono state squarciate di racconti ascoltati in Aula: e la risposta sul perchè dovesse celebrarsi un processo, e se fosse giusto farlo, credo che vi sia arrivata proprio dai testimoni che avete sentito.
Parole tratte dalla requisitoria del Pm Francesco Caporale, 6 dicembre 2000. La II Corte d'Assise di Roma in tale data condannò Suarez Mason e Riveros all'ergastolo.

Orchi - Trilogia

Inizio: 13 ottobre 2010
Fine 8 novembre 2010

I Guardiani dei Lampi finito il 28/10/2010 ***
Primo libro della saga di Stan Nicholls. Personalmente l’inizio mi è sembrato un po’ troppo cruento, però andando avanti mi è piaciuto molto. I Figli del Lupo, una squadra di orchi, deve recuperare un prezioso manufatto per portarlo alla regina Jennesta, un ibrido umano-nyadd di una bellezza strana, crudele e avida. Gli orchi sono al servizio degli uomini da quando questi sono entrati a Maras-Dantia, rabattezzandola Centrasia e ne hanno succhiato ogni magia. Gli umani, divisi tra politeisti (Mani) e monoteisti (Uni) si combattono in una colossale guerra civile per il potere e allo stesso tempo combattono una continua guerra contro le razze antiche. La squadra capitanata da Stryke, è al servizio dei Mani. La loro spedizione è vittoriosa, hanno il prezioso oggetto, ma sulla strada del ritorno qualcosa va storto. La regina è furiosa per il loro inspiegabile ritardo, vengono mandate squadre in ricognizione, che tornando a mani vuote, vengono orribilmente punite. Jennesta è perfida, crudele e sadica, ma non è sola: ha due sorelle, la Nyadd Adpar e l’umana Sanara, entrambe disprezzate. Jennesta non accetta né l’arroganza di Adpar né il perbenismo di Sanara. Vorrebbe essere l’unica. Deve recuperare la sua magia, oramai pressoché scomparsa, deve recuperare le strumentalità.
Stryke e i suoi uomini passano dalla padella alla brace, vengono derubati da un gruppo di Coboldi e, con enorme sforzo riescono a riprendersi ciò che gli è stato sottratto… ma perché quell’oggetto è così importante? E perché Jennesta lo vuole? Un Gremlin, Mobbs, per un caso fortuito, risponderà alle loro domande ed i Figli del Lupo, oramai reietti, cominceranno un altro percorso, che li farà arrivare dentro le viscere di un insediamento Uni, in tempo per sventare un piano di avvelenamento e rubare la seconda stella. Kimball Hobrow e sua figlia Misericordia giurano vendetta. Il valoroso gruppo si spinge perfino ai confini di Scratch, la terra dei Troll. Oramai sono reietti, il perdono di Jennesta è qualcosa che può esistere solo nei loro sogni, sono tutti condannati a morte e ricercati. Non hanno più nulla da perdere. Styke decide così di cercare tutte le stelle.
A Scratch Coilla, il caporale unico orco femmina, viene lasciata con Haskeer, il sergente, e altri due orchi a far la guardia ai cavalli. Coilla tiene momentaneamente le stelle con sé, nel caso al comandante dovesse succedere qualcosa. Stryke, Alfray e Jup, il nano, entrano nella terra buia dei Troll alla ricerca della terza stella. Sono un gruppo formidabile, instancabile e valoroso, ma forse qualcuno non è proprio fidato come si crede. Il libro si chiude con un colpo di scena, forse un po’ prevedibile ma comunque azzeccato per fare da ponte all’inizio del secondo libro.
Le Legioni del Tuono finito il 7/11/10 ****
Stryke riemerge con il suo gruppo dalle profondità di Scratch e la situazione non è come lui l'ha lasciata: il sergente Haskeer è scappato con le stelle, la valorosa Coilla lo insegue. Ma la strada dei due ben presto si divide: mentre il Sergente riesce a continuare la sua fuga, il caporale viene fatta prigioniera da tre cacciatori di taglie al servizio della perfida Jennesta. Il comandante deve decidere cosa fare: Stryke divide la squadra in due, lui, Jup e metà dei Figli del Lupo andranno in cerca di Haskeer e Coilla, Alfray e glia ltri invece si dirigeranno verso Drogan, la terra dei centauri,. Dove sembra essere custodita la quarta stella. Nicholls usa un’altra volta questo espediente per differenziare le azioni ma soprattutto passare in rassegna tutte le creature magiche delle antiche razze, soprattutto parlando della città di Hecklowe dove i tre cacciatori di taglie sperano di ritrovare gli altri Figlio del Lupo, o alla bell'e meglio, di vendere a caro prezzo Coilla come schiava. Haskeer nel frattempo è stato catturato da Kimball Hobrow, desideroso di vendicarsi dopo la disfatta degli Uni e la perdita della sacra reliquia...
Gli orchi affrontano Hobrow, Haskeer viene recuperato e con lui le stelle. Coilla non è poi così lontana, ma come arrivare a lei se i Figli del Lupo ignorano perfino dove sia? Ecco la figura chiave di Seraphiem, all’apparenza un umano, che darà una scossa notevole alla spedizione di Stryke, guidandolo indirettamente fino a Hecklowe. Gli orchi recuperano anche Coilla. Si torna da Alfray. I centauri li accolgono in pace, Keppatawn, il capo, ha quello che loro cercano, ma in cambio vuole una lacrima di Adpar. Adpar è la sorella di sembianze Nyadd di Jennesta, tanto sgradevole quanto crudele. Combatte una guerra personale contro tritoni e sirene, colpevoli di colonizzare i suoi territori marini.
Ma le paludi di Scarrock sono in subbuglio, la regina, colta da un improvviso malore, sta morendo tra troci sofferenze. Riusciranno i Figli del Lupo ad arrivare in tempo? Ma soprattutto come faranno a prendere una lacrima dalla spietata Adpar?
Nuovi alleati spianeranno la strada, ma grandi sacrifici attendo no i Figli del Lupo.
I Guerrieri della Tempesta cominciato l’ 8/11/2010 ****
Adpar è morta, l’ultima lacrima è stata presa. Ma i Figli del Lupo hanno Nyadd e Mani (guidati da Jennesta) alle calcagna, nonostante l’attacco improvviso ed inaspettato sono scappati dai loro inseguitori. O meglio i Figli del Lupo sono arrivati di nuovo a Drogan, ma di Stryke nemmeno l’ombra. E ovviamente nemmeno delle stelle. Il comandante, preso da Glozellan e trasportato sulla cima di una montagna ha di nuovo incontrato Seraphiem, enigmatico umano che sembra comparire ovunque i Figli del Lupo abbiano bisogno di aiuto. Riportato a Drogan, per la felicità e sorpresa del suo gruppo, viene loro data la stella in possesso dei centauri, i quali dicono loro che la quinta stella sembra sia custodita a Ruffet’s View. I figli del Lupo partono speranzosi, pur continuando ad ignorare cosa farne poi delle stelle. Ma Jennesta è sulle loro tracce, incenerendo ogni cosa al suo passaggio sta seguendo a poca distanza la squadra di Stryke. Anche Hobrow è sulle tracce degli orchi. A Ruffet’s view gli orchi vengono accolti bene, grazie anche alla stessa fede religiosa (quella Mani), ma l’ingente esercito di Hobrow, che ha dispiegato migliaia di uomini, si è schierato nella valle antistante. È guerra aperta e solo con la collaborazione degli orchi la città riesce a resistere. Non potrà però resistere ad un nuovo attacco. Jennesta interviene: Mani contro Uni. Hobrow è costretto a fuggire; i Figli del Lupo intanto, seppur a malincuore, rubano la quinta stella e fuggono anch’essi. Inseguiti da Krista Galby, l’Alta Sacerdotessa di Ruffet’s view e da Jennesta, si ritrovano catapultati nell’estremo nord, nell’Illex cioperto dai ghiacci. Per sopravvivere si rifugiano in un palazzo, quello di Sanara, che però è tenuta prigioniera dai disgustosi Sluagh. Fatti prigionieri vengono di nuovo salvati da Seraphiem, che scopriranno essere non solo il padre di Sanara, Jennesta ed Adpar, ma anche il costruttore delle stelle. Ma l’esercito di Jennesta è alle porte. È di nuovo battaglia, ma stavolta viene sconfitta e.. disintegrata.L’ultima immagine è quella di Stryke che attraversa il portale magico, verso un mondo nuovo, molto probabilmente quello che vede nelle sue visioni oniriche… ma i figli del Lupo sono davvero al sicuro? Jennesta è davvero morta? E Jup, rimasto per scelta a Maras Dantia? Staremo a vedere…
Ripeto: è una saga da leggere!! È veramente molto bella!! Non sarà poetica come il signore degli anelli oppure sognatrice come quella di Jordan, ma ha un fascino tutto suo che assolutamente non la fa essere da meno!!!

L'abito di piume

Inizio: 2 ottobre 2010
Fine: 12 ottobre 2010

Mi è piaciuto molto questo libro.
Era la lettura di ottobre del gruppo Compagni di viaggio, ma non ho resistito e l'ho letto tutto d'un fiato. Mi è piaciuto moltissimo il personaggio di Hotaru, così simile alle diciottenni del giorno d'oggi, che si risveglia a 26 anni e si rende conto che per otto anni della sua vita non ha vissuto, ma si è modellata su qualcun altro. Quel tempo non le tornerà, non le verrà restituiro, puù solo cercare di rimettersi in carreggiata e non perderne altro. Belli i personaggi che Hotaru incotra nel suo pese natale, come Mitsuru e Rumi. Personaggi davvero semplici e verosimili, perfetti per quella che Banana stessa definisce quasi una fiaba.
Altrettanto interessante è il postscriptum dell'autrice, in fondo al libro, che aiuta il lettore a comprendere il perchè di un romanzo così.
Sicuramente questo libro può essere l'autobiagrafia di molte persone che hanno passato momenti di smarrimento come quello di Hotaru. Forse se lo avessi letto a 18 anni, non mi sarei risvegliata di botto a 26 con un enorme vuoto alle spalle.

L'Argentina non vuole più piangere

Inizio: 29 settembre 2010
Fine: 7 ottobre 2010

Bellissimo, seppur tragico, resoconto fatto dal bravissimo giornalista Italo Moretti riguardo gli anni immediatamente precedenti e successivi al golpe della giunta militare composta da Videla, Massera ed Agosti che ha dato vita ad una dittatura dal 1974 al 1981; questo terribile e spietato triumvirato ha dato origine, con la sua crudeltà e i suoi metodi brutali, al dramma dei desaparecidos : uomini, donne, ragazzi sottratti nel cuore della notte dalle loro case, torturati, picchiati, fatti sparire. Prigionieri nelle caserme che in realtà erano veri e propri campi di sterminio. I desaparecidos sono gli scomparsi, coloro che non sono più stati trovati. Sono stati uccisi, gettati vivi dagli aerei, drogati di penthotal si, ma pur sempre vivi. Gettati nei fiumi, nel mare, nel deserto. Questa carneficina, purtroppo, è saltato agli occhi dell'opinione pubblica internazionale solo molti anni dopo. E' una realtà molto triste e sconcertante quella dell'Argentina di quegli anni, abbandonata a se stessa, dove i carnefici godevano del rispetto e le vittime venivano semplicemente ignorate. L'Audiencia Nacional di Madrid, nel condannare uno dei colpevoli, Adolfo Scilingo, parlò di genocidio. Si parla di 37'000 desaparecidos . un'intera generazione sottratta alle Madres che non hanno mai smesso di combattere e chiedere giustizia per i loro figli.
Leggetelo, leggete quanto c'è da sapere su queste atrocità che non per numero forse, ma per brutalità furono pari al nazismo, al fascismo, alle colonizzazioni in Africa...
Leggete per sapere.
Perchè non si può ignorare nessuna pagina di storia!

Il magico mondo di Chimel

Inizio: 5 ottobre 2010
Fine: 8 ottobre 2010

E si, quanta saggezza in questi tre racconti Maya riportati alla luce da Rigoberta Menchù!!
Ne La bambina di Chimel ritorniamo all'infanzia di Rigoberta, ai suoi ricordi; la saggezza del nonno emerge in ogni passo a lui dedicato e soprattutto colpisce il rispetto di questo grande popolo per la natura. Sono i ricordi di Rigoberta bambina, bellissimi e molto teneri, soffici come lo zucchero filato.
Ne Il vaso di miele si racconta invece della creazione dell'Universo da parte di Nonno Sole e Nonna Luna, come veniva concepita dai Maya, ma allo stesso tempo addolcita e semplificati dagli occhi di Rigoberta bambina. Sicuramente una storia interessante, che, a mio modesto parere, trova il suo giusto spazio accanto ad altri "miti" della creazione. E finchè non ci sarà una sola verità dimostrabile per tutti, mi piace pensare che tutte le strade siano aperte....
Ne L'eredità si narra invece dell'eredità che passa da una generazione al'altra. Il tutto attraverso gli occhi della bimba Ixkem che viene nominata "erede" dal nonno di tutta la sua saggezza e conoscenza. La piccola dovrà sobbarcarsi dunque il gran bagaglio e prendere le redini di tutto. Questo racconto è farcito di racconti più brevi raccontato Ixkem ai b'e'n, nawales del sottoterra, piccole creature dall'immenso potere che vivono nel sottosuolo.

L'origine perduta

Inizio: 21 settembre 2010
Fine: 2 ottobre 2010

Decisamente meglio di Terra Ferma devo dire che mi ha piacevolmente colpito!
L’ambientazione boliviana alla ricerca di un popolo antico è decisamente spettacolare.
Root, all’anagrafe Arnau Queralt, vive nel suo mondo d’informatica e cibernetica. Milionario, razionalissimo, passa le sue giornate facendo l’hacker e dirigendo la Ker-Central a Barcellona, con l’aiuto degli amici Proxi (Lola) e Jabba (Marc). Ma un giorno il fratellastro Daniel comincia a delirare a straparlare e viene ricoverato in ospedale. Dice di essere morto, chiede di essere coperto con un sudario, non riconosce la moglie e il figlioletto, né i genitori accorsi dall’Inghilterra. La diagnosi: sindrome di Cotard ed amnesia, ma il suo cervello è in perfetto stato. Cos’è successo al fratello archeologo e studioso?
Arnau decide di indagare nella vita del fratello, viene a conoscenza dei sui studi, esamina ogni cosa, non tralascia nulla arrivando a parlare anche con la spietata dottoressa Torrent, cinica quarantenne, che Arnau ritiene responsabile poiché ha affidato a Daniel un lavoro che lo ha esaurito. Ma è proprio così? Oppure c’è di mezzo una maledizione aymara?
Arnau si ritroverà in una settimana a dover rivoluzionare la sua vita, a sfidare i propri limiti, nella disperata ricerca di una cura per Daniel, lavorando con i suoi migliori amici e fidandosi di Marta Torrent. Scoprirà cose dolorose e affronterà prove che lo renderanno molto diverso. Ma servirà davvero tutto questo a salvare Daniel o si rivelerà totalmente inutile?
Questo libro è come un film, tutto scorre come un film, anche se leggere i capitoli è estenuante: 500 pagine e 4 capitoli. Una vera maratona! Questa è la pecca maggiore della Asensi, davvero brava e piacevole in questo libro: non da tregua al lettore, lo costringere ad interrompersi tra una pagina e l’altra.
Lungo ma ne vale la pena!!!

Citazione pag 190
La prospettiva di salire su un aereo lo paralizzava. Volava, naturalmente; ansdava in qualsiasi parte del mondo e non diceva di no nè poneva ostacoli, ma con l'assoluta convinzione che andava a morire, che non avrebbe più messo piede a terra. Per lui ogni viaggio in aereo era un'accettazione rassegnata alla morte.

Citazione pag 203
Ascoltami Arnau - mi ordinò - lascialo stare. Non c'è neiente che possa calmerlo. Lui è convinto che aereo sia sinonimo di morte e vede continuamente se stesso e me in quesgli ultimi momenti di panico, mentre precipitiamo nel vuoto in picchiata fino a schiantarci al suolo.
[...] Ho letto una volta che gli antichi greci chiamavano cì (la scimmia pazza) l'eccessiva immaginazione, qulla che provoca fantasie che accelerano i battiti cardiaci e ci ossessionano in modo distruttivo.

 

Racconti africani

Inizio: 19 settembre 2010
Fine: 27 settembre 2010

Il vecchio capo Mshlanga
Questo piccolo racconto narra di una barriera, quella tra bianchi e neri, che, nata nella violenza non è così facile da abbattere. Non basta essere umili e chiedere scusa quando si porta la colpa della morte di intere generazioni. Le colpe dei padri ricadono sui figli.
Alba sul veld
Questo racconto non è molto chiaro, parla di un ragazzino di 15 anni che esce all'alba, di nascosto, con i cani ed il fucile. Per sentirsi uomo va a caccia, ma non sammeno lui di cosa. L'unica cosa che rimane al lettore è la sua indifferenza (o rabbia causata dal sentirsi colpevole di non aver fatto nulla) davanti alla morte di una gazzella, divorata dalle formiche. L'indifferenza dei bianchi davnti alla morte dei neri.
La magia non è in vendita
La saggezza e la cultura di un popolo non sono la merce di scambio di niente e di nessuno. A costo di sacrificare la propria libertà per non tradire quelle radici alle quali si aggrappano con disperazone coloro che non possiedono più nulla.
Una moglie scomoda
Non ho potuto non pensare a Darwin e alla legge del più forte, la selezione naturale. Triste, crudele. Alle volte l'uomo è come le bestie, peggio delle bestie. Ma mi rendo conto anche che la pietà o la compassione per il più debole in natura non esistono.
Inverno in luglio
Questo racconto più che avere qualcosa a che fare con l'Africa, sembra avere a che fare con i personaggi tipici di B. Yoshimoto. Il continente nero è solo lo sfondo paessaggistico. Tutto ruota intorno a tre figure abbastanza inusuali, Tom e Kenneth (due fratellastri) e Julia (moglie di Tom e amante di Kenneth). i tre convivono da quando Julia e Tom si sono sposati dieci anni prima. Ma il loro menage a trois sta per essere messo sottosopra dalla presenza, ancora embrionale, di un'altra donna. Kenneth ha infatti deciso di sposarsi...
Molto psicologico, ma niente a che vedere con gli altri racconti. Sicuramente uno spezzone di vita di coloni bianchi, anche questa è Africa.
Il porco
Racconto breve in cui la relazione schiavo-padrone si innesta nel tessuto famigliare di Jonas con conseguenze tragiche.
Tradimenti
Due sorelle, il bush sterminato davanti a loro e la completa solitudine, alienate anche da una madre che non ha ancora accettato il luogo in cui vive, insoddisfatta del proprio presente. La comparsa del "vicino di casa" Mr Thompson risveglia le coscienze e fa prendere posizioni alle due ragazzine, consapevoli dell'infelicità della propria famiglia.
Lucy Grange
Mah, anche questo racconto in realtà potrebbe essere ambientato ovunuqe. In questo tipo di narrazione quello che la Lessing vuole trasmettere, a mio parere è il grande senso di solitudine e fragilità che la Madre Africa provoca nell'uomo bianco, che nonostante i tentativi non riesce mai a sentirsi a casa propria.
Una modica invasione
La forza dell'Africa sta nella sua componente naturale, ancora così prponderante rispetto agli altri continenti che hanno subito un devastante impatto umano. La locusta la fa da padrona.
Un cambiamento d'aria
Altro racconto intessuto nella fita famigliare. Ancora una vlta al centro della narrazione c'è una donna (forse rappresentano l'africa Madre ma non ne sarei così sicura). Donne fragili, succubi, sfruttate. Ma questa è una moglie, una donna bianca una madre di famiglia.
Storia di due cani
A chiudere questi racconti la storia di Bill e Jock, due cani, che ritornano da domestici allo stato di selvatici... tornano alla luna, alla terra al bush. Il richiamo della natura è più forte di qualsiasi catena, di qualsiasi padrone.

H/H

Rilettura
Inizio: 22 settembre 2010
Fine: 23 settembre 2010

Non mi è facile rimanere impassibile ai libri di Banana. Quando comprai questo libro forse avevo 17/18 anni (incoraggiata da un amico che aveva letto tutto di lei). Non che la capissi molto, non mi trasmetteva granchè. A distanza di quasi 10 anni mi rendo conto che quello che scrive mi coinvolge e mi sconvolge emotivamente. Al punto che in certi passaggi devo chiudere, respirare profondamente e poi posso andare avanti. Trovo che Banana mi aiuti molto nel mio training autogeno di autocontrollo delle emozioni, nel mio cercare costantemente di non farmi sopraffare. Che non è una cosa così semplice.
Hard-boiled colpisce relativamente, un'esperienza strana, mistica, improbabile ma non irreale. Strano, perchè Banana è sempre così maledettamente concreta.
Hard Luck invece è tremendamente secco. Si legge in un fiato (emotività permettendo) e poi lascia un vuoto, colmo di domande esistenziali che paralizzano la mente dei più emotivi e fanno pensare agli altri "non vale la pena chiederselo".
Non so, alle volte ho come l'impressione che la Yoshimoto non mi faccia bene, ma poi pernso che posso provare a crescere e a combattere quello che mi spaventa da morire, grazie a quello che lei scrive (e a come lo scrive).
ps: mi rendo conto di avere capito il titolo H/H soltanto adesso...

Honeymoon

Inizio: 19 settembre 2010
Fine: 20 settembre 2010

Solo chi ha guardato in faccia la depressione e sa cosa significa, può davvero apprezzare questo libro. Diversamente è apprezzabile comunque, ma non fino in fondo. L'ho letto tutto d'un fiato, cosa non frequente con Banana, con la quale di solito procedo a tappe lente. Leggere di Hiroshi è stato come leggere di me stessa, delle sensazioni che avevo e che spesso ho ancora, della fatica di rimettersi in piedi, perchè Honeymoon, più che raccontare della Luna di Miele, più che colpire con i particolari truci della setta del suocero di Manaka, ha un filo rosso che passa attraverso entrambi i personaggi: l'ansia, l'angoscia. Ma raccontati in un modo stupendo (attraverso spezzoni di vita quotidiana) e non come fa Buzzati, ad esempio, creando ancora più ansia!
La Yoshimoto vola leggera con la sua penna sulle vite di questi due ragazzi, su cosa li blocchi, sul perchè siano così, senza fare un esame psicologico o psicanalizzare Hiroshi, ma semplicemente facendoli parlare. Perchè se una persona è depressa lo capisci da quello che dice e da come lo dice. E, ovvio, dai pianti. Questo libro mi aiuterà ogni volta che la sentirò strisciare verso di me.
Hiroshi questa notte, inseme a Manaka, mi ha aperto un mondo. Questo romanzo è stato una sberla in faccia, che mi ha aiutato a svegliarmi dal torpore che, quando sono stanca e stressata, ritorna strisciando.
Chi ha provato la depressione sa che non è che si guarisca, semplicemente si impara a tenerla a bada per vivere serenamente :)

Citazione pag 58
Nei momenti di ansia a stare inattivi la mente si allontana dal corpo e finisce con alimentare ancora di più l'ansia.

Citazione pag 62
"Ora che è morto il nonno [dice Manaka a Hiroshi, che ora vive nell'angoscia che anche a Manaka possa succedere qsa di brutto] è venuta a mancare anche la fonte delle tue angosce, e siccome eri abituato a quello stato di preoccupazione contìinua, adesso hai paura di un modo diverso di vivere"
[...]
"Invece di lasciarti dominare dal modo di pensare a cui ti sei abituato in tanti anni, cerca di vivere seenamente".

Citazione pag 63
Se devi trovare un sostituto del nonno per continuare a vivere nella paura [della morte], a un certo punto non saprai neanche più che vivi a fare.

Terra Ferma

Inizio:18 settembre 2010
Fine: 20 settembre 2010

La storia è molto carina ma totalmente inverosimile e terminata un po' troppo frettolosamente. A me piacciono i lieti fini, ma quando magicamente in meno di 20 pagine, ogni pezzettino va al proprio posto, spiegando tutti i segreti della trama... mi dico che qualcosa non mi convince. La storia, ripeto, è molto carina, indubbiamente, anche se riscontro qualche incongruenza culturale con il reale andamento della socetà di quel tempo.. I personaggi della Asensi sono molto moderni e contemporanei, in un ambientazione del 1600, nel Nuovo Mondo... insomma!
Il romanzo comincia con Catalina che si trova su uno Galeone, diretta nel Nuovo Mondo. Rimasta orfana sta andando con il fratello Martin, dal legittimo marito, che ha firmato un contratto per sposarla, senza averla mai vista. Ma il viaggio viene bruscamente interrotto da un attacco pirata e Catalina, travestita da maschio per sfuggire ai pirati inglesi, dopo aver visto il fratello morire davanti ai suoi occhi, viene buttata in mare dalla balia, che intende salvarle la vita. Aggrappata ad uno scrittoio Catalina raggiunge la riva di un'isola deserta, nella quale rimarrà due anni. Fino all'arrivo di una nave spagnola.. capitanata dal mercante Esteban Nevares. Catalina viene scoperta, ma cerca di farsi passare per un ragazzo, Martìn Solìs...
Questo è il punto cruciale della storia, se fino a qui, ci poteva anche stare, da qui in poi secondo me è un climax acendente di banalità e luoghi comuni.
La storia è totalmente inverosimile, non per l'ambientazione, abbastanza fedele, ma per il contenuto. La storia del "naufragio" e della sopravvivenza di Catalina Solis sicuramente possono essere verosimili, ma tutto quello che succede dopo sembra avere il tocco della Fata Turchina di Pinocchio. Per non parlare dei "cannoni dei pirati" che guarda caso vengono trovati nel momento più opportuno.
Peraltro bisogna aggiungere che questa storia finisce e non finisce, esiste un seguito La vendetta di Siviglia , che leggerò per finire il ciclo della Asensi...
Davvero non so se consigliarvelo o no, di solito mi piacciono i libri/romazi che parlano del Nuovo Mondo, dei pirati e quant altro ma questo mi sembra davvero esiguo, passatemi il termine. Forse se fosse stato un mattone di 400 pagine, avrebbe detto di più.

La bambina di Chimel

Inizio: 17 settembre 2010
Fine: 17 settembre 2010

Non leggo più fiabe/favole da quando avevo 11 anni. Non tanto perchè non mi interessino, ma perchè non riesco più. Non ce la faccio, sono troppo rigida mentalmente e non ho più la classica spensieratezza dei bambini... ma questa storia mi ha aperto il cuore con la sua semplicità e la sua franchezza. Rigoberta Menchu scrive quest'opera a quattro mani, con Liano e crea questo ricordo dolcissimo della sua infanzia, quando tutto nel piccolo villaggio di Chimel era bello. Attraverso il nonno comprendiamo qualcosa della grande e complessa cultura Maya e soprattutto del grande rispetto che questa cultura ha nei confronti di tutto ciò che è natura.
Gli occhi di Rigoberta rievocano questo racconto con gli stessi sentimenti di allora, notevole se consideriamo la sofferente vita di questa donna e tutte le vicissitudine da lei passate. E se ha aiutato me a sentirmi bambina di nuovo... allora è proprio da leggere!

Citazione pag 47
Il nonno ci diceva sempre che ogni cosa ha il suo spirito nawal, la sua ombra il suo doppio. La terra ha il suo spirito, l'albero ha il suo spirito, la montagna ha il suo spirito. [...] Per questo bisogna parlare alla terra, al fiume , ai fiori. Per questo bisogna portare rispetto, perchè bisogna chiedere permesso per qualsiasi cosa, come con le persone.